Rettifica tangenziale: per un alto grado di finitura

La rettifica è quella procedura eseguita con una macchina chiamata rettificatrice, che ha come utensile una mola a grana fine ed estremamente dura. La rettifica serve per portare un qualsiasi componente nello stato di forma o superficie ottimale di progetto; questa operazione segue infatti la sgrossatura. Mentre la sgrossatura toglie il grosso dei residui, la rettifica fa sì che tutti i residui o il materiale in eccesso vengano eliminati garantendo alla superficie lavorata un alto grado di finitura.

(def. Rettifica da Wikipedia).

 

video rettifica tangenziale

 

Esistono vari tipi di rettifica: rettifica in tondo e rettifica piana, quest’ultima classificabile in rettifica tangenziale piana e rettifica piana frontale.

Nella lavorazione meccanica di rettifica tangenziale, che ci riguarda più da vicino, l’asse della mola è parallelo alla superficie di lavoro.

Mentre il moto di taglio e di movimento trasversale è posseduto dalla mola, il moto di traslazione longitudinale è posseduto dal pezzo, ad ogni spostamento completo longitudinale corrisponde un abbassamento della mola fino ad arrivare all'altezza desiderata. 

Generalmente viene utilizzata per ottenere superfici uniformi e con rugosità molto bassa, non ottenibili con le normali lavorazioni di fresatura. Per ottenere questo, l’asportazione per ogni passata è generalmente intorno ai 5 micron.

Una applicazione pratica molto frequente, consiste una volta rettificata una delle due superfici, di ruotare il pezzo dall’altro lato e di portare dunque a misura (entro i 5 micron),  il particolare; in questo modo è inoltre possibile garantire un ottimo parallelismo tra le due facce rettificate. L’asportazione per ogni passata è generalmente intorno ai di 5 micron.

A.R. Costruzioni Meccaniche esegue la rettifica tangenziale con tavola da 1000x500, per assicurare un’ottima precisione e un’eccellente qualità delle superfici.

 

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